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Fanfole di Nicola Villa

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LA RIVISTA DALLE SUOLE DI VENTO

"L’homme aux semelles de vent". "L’uomo dalle suole di vento".
Verlaine di Rimbaud

Permettetemi un articolo autoreferenziale. Mercoledì scorso (30 aprile) ho presentato il numero zero della nuova rivista Suole di Vento, di cui sono un redattore, presso la Libreria Giufà di San Lorenzo, a Roma. La rivista è nata, qualche mese fa, nelle teste di un gruppo di sette giovani (Caputo, Di Giorgio, Mei, Mozetic, Ruffin e me stesso), tutti sotto i trent’anni, tutti impegnati in campi diversi della cultura e ognuno con le proprie fisime e fisse, che incontratisi hanno prodotto questa rivista di “poesia e illustrazione” che prende il titolo dal modo in cui un giorno Verlaine definì Rimbaud (come è scritto nella citazione). Il viaggio come modo di vivere, come malattia e terapia della stessa, perché fermi non ci sappiamo stare e ogni tanto dobbiamo fuggire, sempre con leggerezza come se avessimo ai piedi il vento…ma non divaghiamo. L’esigenza di fare una rivista che abbia la sua centralità sui suoni della poesia e le immagini delle illustrazioni è derivata da una forma di resistenza per i mezzi di intrattenimento attuali. Se da una parte la poesia è un linguaggio “vecchio” che non ha più un ruolo sociale e collettivo, anche se ancora molti giovani scrivono poesie, dall’altra il fumetto e l’illustrazione vivono il loro momento più modaiolo e “giovane”. Unire, o almeno cercare di coniugare, questi due linguaggi è una delle sfide che ci siamo proposti. La caratteristica principale di Suole di Vento, infatti, è la presentazione o promozione, che dir si voglia, di giovani poeti quasi sconosciuti. E’ vero che i poeti non se la passano più tanto bene rispetto all’VIII secolo avanti Cristo, quando avevano un ruolo sociale e lo stesso successo della televisione e erano laureati, avevano la patente, ma adesso, grazie a internet, esiste una galassia di poeti, una rete sterminata in cui è facile impigliarsi, una mappa di nomi non ancora disegnata in cui è naturale perdersi. Per districarci da questo paese ancora sconosciuto abbiamo utilizzato un criterio di scelta ben preciso: pubblicare i giovani, ancora acerbi, non ancora maturi, perché in questi si avverte una sincerità innata, una intuizione del metafisico. In questo numero zero abbiamo pubblicato le poesie del ventiduenne Leonardo Ruffin da Conegliano Veneto e del ventiseienne Astrit Cani dall’Albania. Le loro poesie, diversissime tra loro, hanno proprio questa caratteristica comune di immediatezza, di precisione e confusione allo stesso tempo. Oltre alla pubblicazione di questi due giovani poeti, abbiamo chiesto aiuto, per districarci sul senso della poesia oggi, al poeta svizzero Fabio Pusterla che dal margine settentrionale del nostro paese usufruisce di una prospettiva più chiara e veritiera di chi vive in Italia.

Ma passiamo all’illustrazione: in questo numero zero tutte le illustrazioni e la copertina a colori (di forte impatto) sono realizzate da Andrea Bruno, un disegnatore catanese che vive e lavora a Bologna, fa parte del gruppo Canicola (http://www.canicola.net/) e ha pubblicato di recente la sua storia Brodo di niente. Bruno è stato scelto per i suoi radicali chiaroscuri e per l’intensità di alcune immagini, ma le motivazione sono tutte espresse in un saggio di Jan Mozetic, presente nella rivista e intitolato “Andrea Bruno e il postmoderno all’italiana”. Sempre all’illustrazione è dedicato invece un articolo di Francesco Boille sulla figura di Batman (Batman story), mentre altri approfondimenti trattano le sottotracce dell’adolescenza dalla poesia (Dei margini che irrompono di Piccinini e Ulbar) al cinema (il mio Gli adolescenti al cinema e Caché di Andrea Sanguigni). Ma il vero editoriale, quello generazionale, è a opera del direttore della rivista (La grande illusione di Maurizio Mei) che pone l’attenzione, dopo un’analisi spietata della nostra condizone, su l’importanza della critica e dell’autobiografia. E’ sembrato chiaro a tutti, infatti, con i problemi e le difficoltà in cui siamo incorsi per la realizzazione di questo numero zero, la necessità di avere un atteggiamento di studio, analisi e approfondimento, di concentrarci su tutte le manifestazioni culturali non anacronistiche che ci riguardano e di fare un gruppo lontano dai personalismo e gli individualismi.

Se siete interessati e volete leggere una copia della rivista andate a visitare il nostro sito: http://suoledivento.blogspot.com/ oppure scriveteci una mail: suoledive@gmail.com.