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Fanfole di Nicola Villa

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Attualità di Gadda

Gadda01g-8fff4 Ho letto La cognizione del dolore di Gadda, il romanzo incompiuto che risale alla fine degli anni Trenta, che ho trovato bello ma non al livello di Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana. Nonostante ciò non si può negare la forza e l'attulità di questo romanzo. Gadda lo aveva iniziato nel 1936, subito dopo la morte della madre, e nelle sue intenzioni doveva essere un persorso di conoscenza (la "cognizione") dell'origine del suo dolore famigliare, del rancore verso il padre che aveva dissipato il patrimonio e del complesso rapporto con la madre. Ne è uscito un ritratto dell'Italia del dopoguerra, un mondo fatto di valori solamente materiali e inautentici, una società in cui si annida un "male oscuro" e odiata dal protagonista Gonzalo. Gadda non ha nascosto l'ispirazione per inventare il paese immaginario del Maradagal: quella che descrive è la Brianza ricca della borghesia e delle sue ville, intorno alle quali si aggirano gli appartenenti alle classi inferiori, i lavoratori e i miseri.
La cosa impressionante de La cognizione del dolore è la sua attualità rispetto all'Italia di oggi, alla sua Lombardia e alla sua Brianza. Nel "Nistituto di Vigilanzia para la Noche", che i critici avevano individuato come simbolo del fascismo, si può intravedere il controllo delle istituzioni, i militari nelle città e, in generale, il bisogno e la richiesta di sicurezza della nostra società attuale. Nel romanzo di Gadda ci sono i tentativi di trarre profitto personale dalla confusa situazione, una generale meschinità della vita collettiva, la totale mancanza del senso civile, l'assurda burocrazia. Tutte caratteristiche di ieri, ma anche di oggi del nostro grottesco paese.