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Fanfole di Nicola Villa

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La mia vita all’età che tu hai ora: il libro di Adriano Sofri

Pinelli O ragazza dalle guance di pesca / o ragazza dalle guance di aurora / io spero che a narrarti riesca / la mia vita all'età che tu hai ora. L'ispirazione per il nuovo libro di Adriano Sofri viene da questo testo di Calvino per una canzone del 1958 musicata da Liberovici: raccontare a una giovane ragazza di vent'anni  (troppo giovane per sapere la storia di trent'anni fa, ma anche quella recente dei fatti di Genova 2001), che vuole intraprendere gli studi di giurisprudenza, la notte del 16 dicembre 1969 in cui perse la vita il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, gli anni delle stragi, la perdita dell'innocenza del nostro paese. In La notte che Pinelli Sofri ricostruisce quei giorni dalla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre alla notte del 16 con un intento veramente pedagogico perchè quei fatti non sono filtrati, non c'è stata una trasmissione tra generazioni e, soprattutto, l'opinione pubblica è ancora divisa sulle responsabilità. Sofri ricostruisce tutta la vicenda giudiziaria con un apparato di note molto curato, attento a mettere in luce le contraddizioni, mai arrivando a conclusioni affrettate. C'è un grande rispetto in questo libro, per i lettori più giovani, ma anche e di più per Pinelli stesso al quale viene restituita la statura umana e morale.
Di questo libro si è molto parlato, anticipato sui giornali, del discorso finale che Sofri fa sul "contesto" di quel periodo e sulla sua responsabilità verbale, la sua grammatica della violenza. Questo il contesto: come non si fanno a ricordare le stragi fasciste e coperte dai servizi segreti sui treni, nelle piazze, nelle banche, nelle stazioni? Sofri è consapevole che la lontananza da quei fatti non aiuta, ma anzi rende ancora più complessa la metabolizzazione, come se ci fosse una frattura tra storia e memoria nel nostro paese che provoca polemiche anche sulla guerra civile e sulla resistenza del 1944-1945. Il nostro paese ci abitua giornalmente a scandali di varia portata e misura e, anche se può sembrare incredibile, i fatti raccontati da Sofri sconvolgono e indignano ancora per l'operato della polizia, della magistratura e dello stato nel nostro paese. All'inizio del libro Sofri dice che l'Italia non sarà mai un paese normale…forse è il paese dove tutto diventa normale.   

Commenti

Ciao Nicola, vorremmo segnalarti anche questo libro: http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=191# Sono passati quarant'anni dalla strage di piazza Fontana a Milano, ma della bomba alla Banca nazionale dell'agricoltura di Milano e della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, volato dal quarto piano della questura, si continua a parlare ancora oggi. Perché quel 12 dicembre 1969 ha aperto una frattura sociale che questi quattro decenni non hanno ancora ricomposto. Una storia che non si è affatto conclusa con la sentenza della Cassazione nel 2005 che ha assolto gli ultimi tre neonazisti imputati per una strage rimasta senza colpevoli. In questo libro viene ricostruita la montatura contro Pietro Valpreda, la morte – anch'essa senza colpevoli – di Pinelli e soprattutto la fitta trama di connivenze, coperture e depistaggi che attestano come la «madre di tutte le stragi» sia stata una strage di Stato. Un documentato atto di accusa contro coloro che pur di non perdere il potere sono ricorsi a un piano criminale.