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Fanfole di Nicola Villa

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L’eterno principiante

Luzi6gp Non si parla mai di poesia su questo blog: cambiamo rotta! Ho conosciuto in questi giorni uno dei più grandi poeti del Novecento morto appena tre anni fa: Mario Luzi. Ho sempre dubitato di Luzi giudicando, superficialmente, il suo impegno civile sempre troppo istituzionale, ma dopo Autobiografia (una raccolta antologica dei suoi versi pubblicata da Garzanti) mi devo ricredere. La poesia di Luzi è difficile, spesso oscura, ma profonda e ricca di temi. Nella sua lunga esistenza e produzione, Luzi non si è mai stancato di ricercare, di interrogarsi sulla vita, sulla fede e sulla storia. "Un'esperienza umanista attraversata da una mistica religiosa" come l'ha definita Verdino, uno dei suoi maggiori studiosi, ma anche una irrequietezza dettata da una profonda umiltà. La sua ultima raccolta Dottrina dell'estremo principiante sottolinea proprio questa sua condizione di eterno principiante sempre alla ricerca di una maggiore trasparenza e semplicità per raggiungere un salto trascendente. (La poesia deve essere "un salto" come gli diceva Carlo Bo).
Riporto alcuni bei versi da "Maturità" per mettere in luce l'attenzione alla storia, al quotidiano di Luzi. Il senso negativo, sempre bilanciato dalla speranza religiosa, è sempre presente in Luzi e nella sua battaglia civile:

Non più nostro il deserto che ci avvince e ci separa
nella bocca inarcata dall'oblio,
non più il dominio audace di pallore
delle tue braccia al vento dall'alte balaustrate.
Sguardi deserti, forme senza nome
nella notte pesante pendula sul tuo cuore.