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Fanfole di Nicola Villa

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Il “nevrotico” maggio toscano tra Firenze e Pistoia, Gipi e Mara Cerri

 Come è di consueto Firenze, e la Toscana tutta, si sveglia in primavera dalla sonnolenza invernale e sforna miriadi di iniziative culturali, mostre, eventi e concerti. Con tutta questa quantità di appuntamenti c'è da diventare matti, da nonMara-cerri-fronte capire più a che santo votarsi, per quale squadra tifare e su quale campo si giochi. Si tenga presente che quest'anno a Firenze ci sono pure le elezioni del sindaco e per la prima volta nella storia della città (ma penso di tutto il paese) si affrontano un ex-portiere e un tifoso della squadra di calcio della Fiorentina (Galli del Pdl e Renzi del Pd). Non è un caso, lasciando da parte il calcio, che in tutto questo marasma culturale operi, da qualche anno, un gruppo di Pistoia che si chiama “Nevrosi” (http://www.myspace.com/nevrosi) e che organizza ogni anno a maggio incontri e eventi tra i più originali e politecnici. Quest'anno “Nevrosi” ha dato vita a una mostra della disegnatrice pesarese Mara Cerri, a tre incontri con critici, disegnatori, musicisti e teatranti e a due jam session di musica d'avanguardia e indipendente. Il tutto tra Firenze e Pistoia.

  1. Il primo incontro è avvenuto a Firenze, martedì 19 maggio alle ore 18.30, quando Goffredo Fofi ha incontrato Gipi al circolo G.A.D.A. di Firenze (in via de' Macci 11, zona Santa Croce). Di Gipi ho già scritto in occasione dell'uscita del suo ultimo libro (http://www.omero.it/rivista.php?itemid=2239) e da allora il graphic novelist di Pisa ha collezionato un passaggio in televisione ospite dell'“Era glaciale” della Bignardi, a coronamento di una fama che merita tutta. In questo incontro, in una suggestiva ex-cappella, Gipi, 45 anni, ha parlato per la prima volta a lungo del suo metodo di lavoro, della sua ossessione e delle sue crisi. “Non so voi, ma io non mi ritengo una brava persona”: ha così esordito all'inizio per fugare qualsiasi dubbio sui motivi della sua indagine su sé stesso, un'auto-analisi lontana da qualsiasi narcisismo ma anzi rivolta a capire la propria debolezza e partire da quella per capire il mondo. Parlando della sua esperienza parigina Gipi ha continuato: “ho cambiato nazione, lingua, fidanzata e alla fine mi sono fatto troppo cagare, mi sono fatto troppo schifo”. Di Parigi Gipi non ha disegnato neanche un boulevard, neanche uno scorcio, ma appena è tornato in Italia ha disegnato alcuni dei suoi più bei acquerelli dopo un giro in motorino per la periferia di Roma. La crisi Gipi l'ha superata tornando alle origini del suo blocco sessuale, del suo trauma, tornando all'adolescenza, alla formazione, agli amici, alla famiglia e in fondo, a somma di tutto, alla provincia per la quale prova ancora una forte affezione sentimentale, il luogo di integrità e purezza: “l'unica cosa che mi rimaneva e che stavo perdendo con quel poco di notorietà che avevo raggiunto”. Alla fine parlando della striscia settimanale che tiene su “Internazionale”, Gipi ha criticato la satira che piace e parla ai simili, che fa piacere agli amici, e ha sostenuto l'idea di un fumetto introspettivo che indaghi la nostra mutazione sociale, civile e politica in questi anni bui di berlusconismo culturale: “Quando faccio una striscia sul razzismo, la vergogna mia è che sono razzista: mi accorgo che questo 'venticello' che ci ha lavorato così tanto in questi anni, ha lavorato tanto su di me”. Sempre martedì a seguire dell'incontro, dalle 20.30, c'è stata una jam session con la Donkey Orchestra (schegge di Samuel Katarro, Piet Mondrian, Baby Blue, Wassilij Kropotkin, IDavoli, VMC e molti altri).

  2. Il giorno dopo, a Pistoia, mercoledì 20 maggio, presso Lo Spazio di via dell'ospizio, “Nevrosi” ha incontrato sempre Gipi, Appino degli Zen Circus e Giovanni Guerrieri dei Sacchi di Sabbia tutti e tre di Pisa. Di Gipi abbiamo già detto, mentre Appino è il front man di uno dei gruppi più irreverenti, ruspanti e punk del panorama musicale italiano, gli Zen Circus, che a ottobre pubblicheranno un disco dall'eloquente titolo: “Andate tutti a fanculo”. Guerreri, invece, è il regista della compagnia teatrale che ha vinto il premio Ubu 2008 con “Sandokan” una messa in scena di Salgari ambientata in una cucina mentre si prepara un minestrone. Questo incontro tra pisani ha suggellato delle esperienze artistiche che sembrano lontane (disegno, musica e teatro), ma che si sono ritrovate più vicine per le influenze culturali e territoriali. Anche al termine di questo incontro c'è stata una jam session, più grande e più seria, come tributo a Darby Crash il punk morto suicida il giorno dell'assassinio di John Lennon di cui parla Gipi nella LMVDM. A questo concerto, presso lo Spazio Liberato Ex Breda Est di Pistoia sono intervenuti lo stesso Appino, gli Jealousy Party e Tommy Novi dei Gatti Mézzi, più altri a oltranza.

  3. E arriviamo al terzo e ultimo atto: a Pistoia mercoledì 27 maggio, ore 18:00, presso Lo Spazio di via dell'ospizio Emilio Varrà dell'associazione culturale “Hamelin” di Bologna incontrerà l'illustratrice Mara Cerri, le cui tavole sono esposte allo Spazio fino al 31 maggio. La Cerri è considerata uno dei più promettenti giovani artisti del nostro paese. Il suo segno poetico ha attraversato i libri delle principali case editrici italiane. Collabora con numerosi quotidiani e riviste tra cui “il manifesto”, “Lo straniero”, “Diario”, “Carta”, “Internazionale”. Fra i suoi libri, oltre A una stella cadente, uscito in prima edizione nel 2004 per Or ecchio Acerbo, vanno ricordati: Gurnatalla e il gigante senza nome di Graziella Favaro (Carthusia, 2005), Ippolita, la bambina perfetta di Giuseppe Caliceti (Arka, 2005), La storia di Pilina di Roberto Piumini (Carthusia, 2004) e Dentro gli occhi cosa resta (Fatatrac, 2004), il suo primo libro in veste di autrice arrivato finalista al Premio Andersen. Via Curiel 8 è uscito per Orecchio Acerbo nel febbraio 2009.