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Fanfole di Nicola Villa

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Quando London era socialista

Jlondon6 Prima ancora di diventare un reazionario, alcolizzato e rancoroso, il grande Jack London era socialista. Partecipò a delle mobilitazioni sindacali in California e scrisse uno dei più bei romanzi sul capitalismo che è Il tallone di ferro. Proprio questo libro, nella prima edizione italiana, aveva la prefazione firmata da Lev Trotsky (scomparsa nelle successive edizioni) e il suo protagonista rivoluzionario suggerì il nome per un figlio dei coniugi argentini Guevara: Ernest>Ernesto. Prima del Tallone e nello stesso anno del famosissimo Richiamo della foresta, London scrisse un reportage da Londra che per anni è stato misconosciuto e che un anno fa è stato ripubblicato dalla casa editrice Robin: Il popolo degli abissi. London, nel 1902, molto ricco e già quasi famoso trascorse diverse settimane infiltrato come homeless nell'East End londinese, per testimoniare-denunciare-constatare lo stato di povertà estrema a cui era costretto il sottoproletariato inglese, il popolo degli strati più bassi della piramide economico-sociale.
La prima edizione italiana aveva una prefazione di Franco Calamendrei che diceva, in sostanza, che nulla era cambiato: povertà, lavori sottopagati, mancanza di assistenzialismo sociale, un sistema perverso di mutuo soccorso religioso (le famigerate "work house"). Lo stupore di London, nelle conclusioni, deriva dall'ingiustizia del capitalismo e della globalizzazione: i lavoratori inglesi sono sfruttati come schiavi e questo è funzionale alla classe media e alle esportazioni.
Anche se hanno tentato di riqualificarlo, l'East End è ancora oggi la zona più malfamata della City, meta, adesso, della più disparata emigrazione mondiale.    (Peretti, da buon londinese acquisito, mi fa notare la semplificazione di questa frase conclusiva: rimando al suo commento qua sotto).

Commenti

gia'. comunque East End e' un appellativo un po' vago e soprattutto applicabile ad una vasta zona, ed effettivamente parte di questa e' "riqualificata" (che poi spesso a Londra e' una cosa terribile). All'estremo East dell'East End poi ci fanno le Olimpiadi, quindi sta diventando una zona superfichetta (e presto supercara). Anche il discorso sull'emigrazione e' complesso, nel senso che non saprei, a parte il centro e parti del West, quali zone non siano meta "della più disparata emigrazione mondiale". Per City si intende la City, non si usa per estensione a tutta Londra come mi pare tu faccia alla fine del post. ci si vede presto comunque.