Piove all'insù di Luca Rastello, nonostante sia un
romanzo incalzante e con un stile molto particolare che aggredisce il lettore,
è un libro di storia che fa capire il rapporto dei giovani e la politica negli
anni settanta a Torino. Un libro particolare che ripercorre tutte le vicende
nazionali e i misteri e le vergogne della nostra Repubblica dal 1958 al 1978:
vent'anni vissuti in modo non lineare, come accade per i processi mentali del
ricordo, con flashback e salti in avanti che hanno il merito di restituire un
clima dei giovani coinvolti nei meccanismi della politica e della violenza,
quasi senza accorgersene, e i misteri pubblici e privati di un'intera stagione
(il padre del protagonista è implicato in qualche servizio segreto deviato).
Come progettare il futuro se è poco chiaro cosa sia stato il nostro passato?
Sembra questa una delle domande retoriche che ricorre nel libro che utilizza un
interessante stratagemma narrativo: i capitoli sono chiusi da una rilettura,
personale e autoreferenziale, di 4 strampalate trame dei romanzetti di
fantascienza della collana Urania.
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