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Fanfole di Nicola Villa

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Pezzi di Tirature – quinta e ultima parte

4. Best-seller e exploit editoriali

Mai come in questi anni si è assistito a una standardizzazione dell'immaginario legato all'oggetto “libro di successo” e derivato da una editoria di consumoi. Confrontando i dati di Tirature, alla fine di ogni annuario, e le analisi sui fenomeni di marketing editoriale legato al best-selling, ci sia fa un'idea da cosa dipenda questa trasformazione del mercato in Italia: il modello è quello made in Usa di considerare il libro come un prodotto che ha bisogno di una “squadra” di tecnici che lo seguano passo, passo al fine di giungere a una tiratura di almeno 100mila copie. Il peso dell'influenza culturale statunitense, con l'imposizione di questo modello, lo danno i numeri: in Italia si pubblicano in totale circa 50mila titoli l'anno, di cui 12mila sono traduzioni, delle quali la metà sono dall'inglese. Nel mondo delle case editrici, questo fenomeno ha portato a quella che viene definita “mondadorizzazione”ii dell'oggetto libro, incentrata sulla esposizione del triangolo titolo-autore-immagine di copertina. In contemporanea si è assistito a una diversificazione dei gusti editoriali e in questo senso va letto anche il successo di una casa editrice dalla veste così elitaria come Adelphi, o la nascita di una piccola casa editrice dalla produzione cinematografica come la Fandango, e ancora il consolidamento di due case giovani come la E/O e minimum fax. La nascita di rami interni ma autonomi come Stile Libero della Einaudi ha portato a una copertura sistematica dei linguaggi espressivi e un uso sistematico degli uffici stampaiii. I problemi nascono quando si analizzano le ricerche di mercato sui lettori: la differenza con il pubblico angloamericano, che legge male ma di più, è che i dati di lettura in Italia, dai giovani agli anziani, sono in caduta libera, mentre aumentano quelli di vendita. Siamo arrivati, insomma, al paradosso che si comprano sempre più libri per leggerli di meno, una società, ai limiti della fantascienza, che consuma libri come bei oggetti superflui da mettere, magari, sugli scaffali intonsi. Eppure le cose sono più complesse e, in dieci anni, si è assistito a una certa imprevedibilità del mercato: all'exploit della letteratura di genere e sopratutto noir italianaiv, si è assistito a un impoverimento e a una diversificazione di generi di cui hanno fatto le spese proprio i titoli statunitensi. Proprio nell'anno di Gomorra, tra il 2006 e il 2007, i titoli italiani hanno battuto per introiti come mai era accaduto quelli stranieri, anche grazie alla fine del “ciclone Dan Brown”, del naturale riflusso e di una tendenza radicata da una parte al conservatorismo e dall'altra più dipendente dalle mode del momentov

i “Eresia e pedagogia: per una critica all'editoria di consumo. Intervista a Goffredo Fofi” di Fabio Gambaro in Tirature '06

ii Rollo in Tirature '01

iii Per capire come è fatta Stile Libero Einaudi bisogna consultare l'articolo “Un lustro di Stile libero” di Bruno Pischedda in Tirature '02

iv “Gli investigatori all'attacco” di Giuseppe Strazzeri in Tirature '05

v Osservazioni contenute nell' “Almanacco ragionato delle classifiche” con l'articolo di Giuseppe Gallo in Tirature '08