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Gli anni ottanta raccontati dalla Ballestra

Ballestra
L'autrice di
Compleanno dell'Iguana e di La guerra degli Antò ritorno con un'opera ambiziosa e importante sui primi anni ottanta nella sua San Benedetto. Con I giorni della Rotonda, infatti, Silvia Ballestra sembra rispondere al bisogno di affrontare la nostra storia recente “prima di passare a tutto il resto”. È una necessità comune a molti giovani scrittori italiani nati negli anni settanta, come Vasta e Lagioia, che nelle loro ultime opere tornano in modi diversi a questo periodo di incubazione del nostro paese: la violenza politica, la droga e lo spettacolo. Per chi è nato dopo, proprio in quegli anni ottanta, leggere questi romanzi dà l'effetto di un clima da fantascienza, o anche di un tempo preistorico lontanissimo e folle nel quale esplodevano le bombe sui treni e nelle piazze come un processo naturale e stagionale, per capirci.

I libro della Ballestra si muove in tre movimenti autonomi che, come una sinfonia, sono collegati tra loro, i primi tre anni dispari degli ottanta, e ricava due date e due fatti fondamentali per la cittadina marchigiana e per tutta Italia: il 1981 anno del rapimento, della tortura e dell'omicidio mediatico di Roberto Peci, colpevole di essere fratello di Patrizio, pentito delle Brigate Rosse; il natale del 1970 dei giorni della “rivolta del Rodi” di tutta la città guidata dai giovani di Lotta Continua e dai marinai in seguito all'omissione di soccorso delle autorità nei confronti di un peschereccio, il Rodi, naufragato a pochi chilometri da San Benedetto.

La Rotonda è la piazza centrale della città che cambia aspetto e diventa, di volta in volta, di movimento in movimento, piazza politica di giovani e vecchi e di repressione da parte del sistema, luogo contaminato dall'eroina, spazio d'incontro privato con i segni fantasmatici del vicino passato. Ciò che Ballestra racconta, con uno stile che diventa sempre meno impersonale, sono tre tradimenti, quello della politica, della droga e del mercato che con le lingue della comunicazione e dello show arriva fino a noi, attraverso tre mirati ritratti generazionali. La prima generazione impegnata sul campo dei diritti e su quello culturale e in dialettica con quelle precedenti, i pescatori di San Benedetto, distrutta dalla violenza politica e dalla repressione delle polizie. La seconda persa e decimata dietro i miraggi dell'eroina. La terza completamente sradicata dalle altre, senza memoria, incastrata nei processi di consumo con l'unica consolazione della letteratura.

I giorni della Rotonda riesce a raggiungere una perfetta sintesi tra una stratificazione dell'abitare, una cronologia inquietante e insabbiata nella memoria nazionale. Un libro sulla condizione postuma del nostro paese. “Vi muovete in questa cittadina costiera un po' al buio, inconsapevoli. Vi mancano dei pezzi della storia. Sapete che si sono fantasmi, lo sapete da certe scritte sui muri e anche da certi ricordi vostri”.


I giorni della Rotonda di Silvia Ballestra, Rizzoli (375 pagine per 18,5 euro)


Commenti

ciao,
volevo segnalarti che nella recensione ci sono un paio di imprecisioni che forse ti sono sfuggite: i "fatti del Rodi" si svolgono a cavallo del natale 1970, non nel 1980 e i "tremendi giorni del sequestro Peci" sono datati 1981.
Per il resto ottima recensione :)

grazie!

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