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Fanfole di Nicola Villa

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Sebastiano Nata: il valore dei giorni

Nata
 Marco e Domenico sono due fratelli che vivono e hanno avuto due esistenze opposte, vincente e riuscita quella del primo, ricca di sconfitte e dimessa quella del secondo. Marco, un romano di quarant'anni realizzato e sposato con una giornalista ambiziosa, è il responsabile per il sud Europa di una importante corporation internazionale, vive le sue giornate in funzione del lavoro e viaggia di continuo per pianificare strategie aziendali. La sede della sua multinazionale è a Waterloo in Belgio dove deve affrontare il suo coordinatore e i suo simili – ipocriti colleghi rivali “predatori contemporanei” –  in una battaglia economica che sotto la crisi economica è molto di più di una lotta per la sopravvivenza e le sconfitte sono peggio della disfatta napoleonica. Al contrario Domenico, in seguito a diverse piccole imprese imprenditoriali fallite che gli hanno rovinato anche la salute, ha aperto un piccolo negozio di porte e finestre a Porto San Giorgio, nelle Marche, dove cerca di ricrearsi una vita semplice, fatta di piccole cose e piccoli piaceri, accanto a una giovane donna che ha sofferto come e quanto lui. I loro incontri sono per forza di cose lo scontro di due mondi, uno globale e inautentico e l'altro provinciale e intimo, ma l'incomprensione e la non comunicazione tra i due  sono destinate a essere capovolte dalla morte improvvisa che come una mediatrice, nell'elaborazione del lutto, riesce a riavvicinare due umanità inconciliabili, a restituire il giusto valore dei giorni che i due fratelli non avevano più la capacità di riconsocere. Questo è, in poche parole, l'argomento di Il valore dei giorni, quarto romanzo dello scrittore romano cinquantacinquenne Sebastiano Nata, un romanzo edificante sui rapporti di parentela e di amicizia che affronta con pudore l'intimità di una piccola borghesia solitaria e frammentata dalla ferocia dell'economia, perché così in grande così in piccolo le regole del mercato influiscono sui singoli. Nata, con uno stile piano e pulito, recupera anche, in modo laico, l'etica cattolica di fronte alla morte che non è fine e dolore, ma liberazione e raggiungimento della pace dopo una vita di sofferenze, in fin dei conti capacità, da parte di chi è sopravvissuto ai cari morti, di perdonare e riconoscere la diversità, di rimettersi in discussione. Il titolo del romanzo può alludere allora a una doppia interpretazione: da una parte il valore dei giorni è quello dettato dal potere del capitalismo mondiale, il teorema tempo uguale denaro, una vita spesa solo per il profitto in cui l'umanità è ridotta allo zero perché è solo d'intralcio; dall'altra il valore dei giorni è il tempo recuperato in un piccolo mondo provinciale, rappresentato dalla piccola località di mare marchigiana, fatta di ricerche di brevi momenti di felicità e di rapporti finalmente sinceri e disinteressati.