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Fanfole di Nicola Villa

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Uomo invisibile

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 Con un po’ di ritardo sulla ristampa di un anno fa (una ristampa quasi celebrativa per il primo anno obamiamo come sottolinea l’introduzione di Gallino, traduttore insieme a Fruttero), affronto quella che è considerata la vetta della narrativa afroamericana. Uomo invisibile di Ralph Ellison, uscito nel 1953, è anche l’esempio di un’opera prima e unica, insuperata e insuperabile per il suo autore stesso, costretto per tutta la vita a vivere nell’ombra del suo primo lavoro anche più di Salinger: Ellison infatti non scrisse più nulla, concentrato a recuperare il manoscritto del suo secondo romanzo andato bruciato in un incendio. Eppure ebbe una vita avventurosa, fu membro del partito americano e girò l’Europa lasciando tracce di sé negli incontri e nelle città dove visse, anche a Roma. Il sunto, la tensione morale di questo esempio raro di romanzo di formazione sta tutta nell’inizio: “è una vecchia storia cominciata almeno venti anni fa. Tutta la vita ero andato in cerca di qualcosa, e da qualunque parte mi girassi qualcuno mi cercava di dirmi che cos’era. Io accettavo le loro risposte, del resto, anche se erano in contraddizione le une con le altre o addirittura con se stesse. Ero ingenuo. Andavo in cerca di me stesso e facevo a tutti, tranne che a me stesso, domande cui io, e soltanto io, potevo rispondere. Mi ci volle molto tempo e le mie aspirazioni dovettero subire penosi alti e bassi prima che arrivassi a rendermi conto di ciò che tutti gli altri sembravano sapere fin dalla nascita: che io non sono altri che me stesso. Ma prima dovetti scoprire che sono un uomo invisibile!”. Per tutto il romanzo il colore della pelle del giovane, che lascia la provincia dell’america del sud dove ancora c’è razzismo e post-schiavismo per andare a vivere ad Harem, viene omessa: è quella l’ombra, l’invisibilità a cui Ellison allude di continuo. La ricerca identitaria è giocata tutta tra cultura e istinto, ma prima la scuola e i suoi corruttori, e in seguito l’illusione della politica della Fratellanza, dalla quale comunque deriva la coscienza di popolo, cercano di mettere i bastoni fra le ruote al giovane afroamericano. Uomo invisibile è un testo fondamentale per capire la storia degli Stati Uniti e della sua comunità di colore, la sua cultura, la sua musica e il suo cammino politico.       

Commenti

Lo leggerò.Proprio oggi ho letto speech sounds di Octavia Estelle Butler, che mi pare proprio una brava scritrice.
Non conosco Butler. Ellison mi e sembrato veramente un ottimo scrittore e nonostante il suo periodo europeo e italiano, poco conosciuto.