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Fanfole di Nicola Villa

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Nuovi Argomenti – Mai sentito – l’esordio di Stefano Talone

Segnalo l'uscita del fascicolo di Nuovi Argomenti intitolato "Mai sentito" su cinque scrittori esordienti. Tra questi c'è il racconto kenyano di Stefano Talone, "La rovente bocca della terra". 

Ecco la presentazione degli esordienti a firma di Carlo Carabba e Federica Manzon 

L’impegno nella scoperta e nella segnalazione di nuove generazioni di scrittori è stata, fin dai lontani esordi, una costante della storia di Nuovi Argomenti. Per questo, nel gennaio del 2008, la rivista dedicò un numero («Non ancora trentenni») alla ricognizione di quegli autori che all’epoca non avevano, appunto, ancora trent’anni. Si trattava di poeti e narratori nati negli anni 80, alcuni dei quali avevano già pubblicato, come Giacomo Cardaci, altri che avevano un libro in uscita di lì a poco, come Paolo Giordano. La scelta degli autori non aveva seguito rigidi dettami tematici o inflessibili regole da manifesto programmatico e ci si era affidati al criterio debole del riconoscimento di un talento letterario. Ne era emerso un quadro composito, che permetteva tuttavia di rintracciare alcune linee-guida quali, in primo luogo, l’abbandono dell’impegno civile a favore del privato dell’autore. Quasi tre anni dopo abbiamo deciso di dedicare ai nuovi scrittori un’altra sezione monografica. Il titolo «Mai sentito» è stato scelto, con qualche ironia, per indicare che i cinque narratori proposti non hanno contratti con case editrici, non hanno mai pubblicato un libro, alcuni di loro stanno scrivendo il primo romanzo, altri stanno costruendo la propria voce e la propria poetica passando per il racconto. Non si tratta di individuare una costante generazionale, ma di tracciare una mappa di autori che ci è parso si distinguessero per un particolare tratto di originalità nello stile, nello sguardo, nella costruzione della storia. Il criterio della scelta resta, insomma, il talento. Colpisce la diversità di toni e tematiche, che pare però segno di vitalità letteraria e della possibilità di esplorare ogni tipo di strada, in un rapporto assolutamente individuale con la tradizione, rinunciando a ogni vincolo di appartenenza a scuole o correnti. Si passa dalle atmosfere stralunate e ellisiane di Daniele Bettella, satirico e realistico al tempo stesso, al dramma familiare di Caterina Carone, dalla narrazione riflessiva di Matteo Trevisani fino allo spaesamento messo in scena dal trittico di Giuseppe Zucco. E se, di nuovo, il privato sembra centrale in tutti e quattro i racconti, il reportage dal Kenya di Stefano Talone, nella totale assenza del personaggio-narratore che ricostruisce la vicenda, apre a un nuovo engagement internazionale e globalizzato. La sezione è idealmente dedicata a Enzo Siciliano, che sapeva leggere ogni testo con occhio vergine, che venisse da un autore famoso o fossero le prove giovanili di ignoti, riuscendo a entrare dentro la pagina e a unire un’idea precisa e netta di letteratura alla capacità di farsi continuamente sorprendere, senza preclusioni. La passione e l’intelligenza che hanno portato Siciliano a scoprire tanti giovani scrittori diventati poi celebri restano un modello e un esempio per tutti quelli che hanno continuato il suo lavoro qui a Nuovi Argomenti. C.C. e F.M.