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Fanfole di Nicola Villa

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23 novembre. 6 dicembre Teatro delle Albe al Valle a Roma

via www.teatrovalle.it

Ghigni demoniaci, allegrezza corale e liberatoria, passione per la lingua dialettale, studio viscerale dei classici. La poliedrica attività del Teatro delle Albe viene sintetizzata al Valle dalla messinscena de L'AVARO di Molière; dall’incursione di ARIA PUBBLICA, costruito sui versi di Patrizia Cavalli cui fa da contraltare sul palco, nella stessa serata, l’ODISEA di Tonino Guerra; dalla proiezione dei film UBU BUUR e UBU SOTTO TIRO, che raccontano il lavoro di re-invenzione dell’Ubu re di Jarry in giro per il mondo; infine, dal nuovo spettacolo RUMORE D'ACQUE, un monologo intriso di humour nero, uno dei segni distintivi del Martinelli drammaturgo.

IL TEATRO DELLE ALBE
Il Teatro della Albe è una compagnia teatrale di Ravenna, fondata nel 1983 da Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni. Dal 1988 la formazione diventa afro-romagnola con l'ingresso di alcuni attori senegalesi, tra i quali Mandiaye N'Diaye "colonna" africana della compagnia. Fondamentale la direzione artistica di Marco Martinelli, le accensioni visionarie e la vocalità inquietante di Ermanna Montanari, che con Martinelli firma l’ideazione di tutti gli spettacoli, il lavoro di attore-autore di Luigi Dadina, e l'apporto degli attori cresciuti nella fucina della non-scuola: Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Laura Redaelli, Alessandro Renda.
Da sempre la compagnia coniuga la ricerca del "nuovo" con la tradizione teatrale. Marco Martinelli, scrive i suoi testi ispirandosi al passato e al presente, e costruisce storie pensate per i suoi attori – che diventano veri e propri co-autori degli spettacoli – definendo la drammaturgia che ne scaturisce teatro di carne. “Il teatro è piangere e ridere; lo era per Aristofane, lo era per Shakespeare, lo è per noi ancora oggi. Noi siamo ancora questa carne che piange e che ride.”
La drammaturgia come messa in vita
Che si tratti di resuscitare gli antichi (Aristofane, Jarry, Shakespeare), o di scrivere nuovi testi, la drammaturgia di Marco Martinelli (Premio Ubu 1997 per la drammaturgia sui classici, Premio Hystrio 1999 per la regia, Premio Ubu 2007 per la regia) costruisce la scena per slanci vitali, cortocircuiti tra l'anima e la società, invenzioni linguistiche e fantastiche. I testi e le riscritture – ricchi di umori, di sofferenti sarcasmi, di grotteschi ribaltamenti – raccontano di noi e delle nostre ferite interiori e sociali.
L'attore come artista, l'attore come asino sapiente
Guidati da Ermanna Montanari (Premio Ubu 2000, 2007, 2009 come miglior attrice italiana), gli attori delle Albe sono artisti in dialogo con il drammaturgo-regista, presenze cariche d'energia, feroci nel trapassare dal comico al tragico, nell'impugnare accanto all'italiano le lingue madri (il dialetto romagnolo, il wolof senegalese), o nel portare in scena la loro forza di non-attori (come gli adolescenti di Ravenna e Scampia nella riscrittura dell'Ubu di Jarry).
Il teatro come creazione, alchimia di linguaggi
La scena delle Albe è a-gerarchica: le luci e i suoni creano mondi alla pari degli attori e del regista, ogni linguaggio interagisce e cresce con gli altri. Determinanti le collaborazioni di Cosetta Gardini, che insieme a Ermanna Montanari firma le scene e i costumi, Vincent Longuemare progetto luci (Premio Ubu 2007 speciale per “aver segnato ormai da anni, con le luci gli spettacoli delle Albe con uno spirito da scenografo che integra il lavoro registico”), Luigi Ceccarelli musicista (Premio Ubu 2002 per le musiche del Sogno di una notte di mezza estate).
Il teatro come radicale, visionario confronto con la polis
La polis è Ravenna, dove le Albe hanno fondato Ravenna Teatro, (Premio Ubu 1996 per l'impegno e la ricerca linguistica), Teatro Stabile d’Innovazione, centro teatrale aperto alla sperimentazione dei linguaggi e ai nuovi gruppi. In collegamento con le scuole medie superiori della città, le Albe incontrano ogni anno centinaia di giovani, in quella che hanno paradossalmente definito non-scuola. Ma la polis è anche Dakar, dove le Albe inventano un teatro diretto da Mandiaye N'Diaye, attore senegalese, anima nera della compagnia. La polis, infine, è il mondo, dove le Albe hanno portato i loro spettacoli, dalla Francia all'Iran, dagli U.S.A. alla Germania, dalla Serbia alla Svezia.
Vai al sito del Teatro delle Albe

SPETTACOLI
24 novembre. 5 dicembre L'AVARO
29 novembre ODISEA e a seguire ARIA PUBBLICA
6 dicembre RUMORE DI ACQUE
FILM
26 novembre UBU BUUR film
2 dicembre UBU SOTTO TIRO film
INCONTRI
25 novembre, ore 18.00 LA PAROLA AGLI ARTISTI
26 novembre, ore 18.30 Teatro delle Albe alla LIBRERIA DEL CINEMA di ROMA

IL TEATRO di RADIO3
25 novembre
incontra il TEATRO DELLE ALBE

Commenti

Ciao Nicola, sono Marco Brancia, abito a Roma quando vuoi scrivimi. Oggi ho visto Chiara Germondari in Comunità. Ciao Marco